Een angstdroom in Ethiopië

Een angstdroom in Ethiopie Het boek werd in bekroond met de Strega prijs en is de enige roman van Flaiano In de voormalige Italiaanse kolonie Abessinia gedurende de invasie in spelende roman Inhoud De korte we

  • Title: Een angstdroom in Ethiopië
  • Author: Ennio Flaiano J.A. Schröeder
  • ISBN: null
  • Page: 255
  • Format: Hardcover
  • Het boek werd in 1947 bekroond met de Strega prijs en is de enige roman van Flaiano In de voormalige Italiaanse kolonie Abessinia, gedurende de invasie in 1935 1936 spelende roman.Inhoud 1 De korte weg2 De kies3 Het goud4 Heel andere wonden5 De moer en het kogellager6 De beste hut7 Duistere puntenVerfilmd door Giuliano Montaldo 1989 met Nicholas Cage, Ricky TognaHet boek werd in 1947 bekroond met de Strega prijs en is de enige roman van Flaiano In de voormalige Italiaanse kolonie Abessinia, gedurende de invasie in 1935 1936 spelende roman.Inhoud 1 De korte weg2 De kies3 Het goud4 Heel andere wonden5 De moer en het kogellager6 De beste hut7 Duistere puntenVerfilmd door Giuliano Montaldo 1989 met Nicholas Cage, Ricky Tognazzi en Giancarlo Giannini

    One thought on “Een angstdroom in Ethiopië”

    1. la banalità del male comincia con un fastidio ai denti da curare. con un tenente di stanza in etiopia che, per risolvere un problema spicciolo, inciampa in un domino di situazioni mortali e incontrollabili, senza provare mai davvero a conoscere e comprendere gli individui e l'ambiente che gli stanno intorno. e rivelando così l'assoluta inettitudine umana e la miopia sue individuali, ma al lettore, contemporaneamente, anche la dissennatezza e la violenza dell'avventura colonialista tutta punto [...]

    2. “Si può impedire ad un uomo di soddisfare i suoi desideri, quando questi non lasciano traccia, futili come sono?”Un libro davvero splendido , il primo e forse unico vero romanzo, quasi perfetto, di un autore diventato poi l’emblema della scrittura ironica e anticonvenzionale: sceneggiatore soprattutto di Fellini, ma anche di Monicelli, Antonioni, Germi, Rossellini, Risi, Petri…, giornalista e fine autore satirico, poeta epigrammatico scanzonato e irriverente. Tempo di uccidere è in sos [...]

    3. Non sapevo nulla dell'autore e tantomeno del libro, l'ho preso semplicemente in quanto incuriosita dal fatto che fosse stato il vincitore del primo premio Strega.Mai un premio fu più azzeccato scrittura magistrale, storia coinvolgente, psicologia sopraffina.

    4. Eccolo qui un libro sulla paura, quella che rende vili e vigliacchi. E’ la storia di un tenente italiano qualsiasi durante la guerra di Etiopia - 1935-1936 -, e il suo comportamento sembra essere la rappresentazione in scala ridotta della linea di condotta del suo paese. La sua paura non è quella che attanaglia prima, che è quella dei savi, né quella che attanaglia dopo, che è quella dei coraggiosi, la sua è quella che afferra durante, che è quella che fa uccidere e non per un ideale, ma [...]

    5. "Meglio non viaggiare con un uomo morto" (cit.)"L'ingegnere e l'indigena [] si uccidono scambievolmente e ciascuno col mezzo di cui dispone. L'ingegnere uccide da uomo pratico che non ha tempo per verificare un fenomeno già sufficientemente controllato dall'esperienza, e senza chiedersi quali conseguenze porterà il suo atto. L'indigena uccide come uccide la sua terra, con tutto il tempo"La cornice del romanzo è la guerra d'Etiopia del 1936 - evento storico misconosciuto di cui si tralascia sp [...]

    6. Misero me, brindo alla morte.Proprio come Flaiano, mio nonno andò in Etiopia, sbarcò a Porto Said, partecipò all'occupazione, ebbe un incidente, scrisse un diario e tornò. Prevedibilmente, il diario tradisce un "uomo del suo tempo": suona retorico quanto un proclama di Mussolini e roboante come un’esternazione di D’Annunzio. Grottescamente fuori luogo, per il diario di uno spedito in Etiopia a morire di noia e di caldo. A chiudere un’infinita serie di tramonti, serate amichevoli, guard [...]

    7. Quando i premi avevano un senso, ci vuol coraggio a leggerlo ora (parla di te e di me caro italiano), figuriamoci a scriverlo allora.

    8. Un capolavoro d’incastri, di sassolini lasciati per strada e poi ripresi. Una struttura mirabile (peccato per l’ultimo capitolo, ma di quello parlerò dopo), dove tutto regge e si sostiene vicendevolmente senza una vera e propria ossatura portante se non quell’andare senza senso in un’Africa rappresentata come un luogo irreale. E con il continuo pensiero di uccidere. Vuole uccidere tutti, il tenente di cui non sapremo mai il nome, dapprima Mariam, poi il dottore, poi il maggiore, infine [...]

    9. Sangue sulle nostre mani…. Romanzo forte, fastidioso come un insetto, pesante come il caldo africano, che comunica la terribile spietatezza di un mondo violento in cui è difficile vedere speranze: Flaiano non ci molla, quasi ci costringe a seguire il protagonista (la narrazione in prima persona porta ad un immedesimazione ancora più scomoda) nel suo cammino di morte e insulsa violenza. Efficace e duro, l'unico punto in cui mi ha convinto meno è stato l'immagine dell'Africa nera come selvagg [...]

    10. Una casualità dà il via a un romanzo dolente, in cui ogni evento si verifica casualmente: da un semplice mal di denti che colpisce un militare italiano che combatte in Africa seguono una serie di eventi, il cui fulcro è l’uccisione di una donna indigena incontrata (appunto) per caso, che lo coinvolgono in una spirale di sensi di colpa e rimorsi, di paure, pensieri e ripensamenti continuamente rimuginati dal protagonista di cui ignoriamo il nome.La guerra ha portato la morte in un paese che [...]

    11. Coccodrillo=HarghezIl coccodrillo sarebbe stato il titolo scelto da Flaiano per questo suo primo (e unico) romanzo. Solo per questioni editoriali Longanesi chiese all’Autore di cambiarlo: pare non gli piacesse, avendo pubblicato in quel periodo anche un Elefante e un Camaleonte e temendo i troppi animali sulle sue copertine. Ma la proposta di Flaiano non poteva essere più opportuna: il coccodrillo è presente infatti in tutta la storia, ed "è" la storia: quella del Tenente protagonista e que [...]

    12. Lo straniero.C'è molto Camus in questo Flaiano e per certi versi il tenente, protagonista di Tempo di uccidere, è un precursore del Mersault di Camus, perché sembrano quasi lo stesso personaggio, il secondo, Mersault, un'evoluzione del primo, sebbene il romanzo di Flaiano sia stato scritto nel 1947 e quello di Camus, Lo Straniero, nel 1942. Due uomini che hanno in comune l'indolenza, il nichilismo morale, l'abbandonarsi alla vita lasciandosi travolgere dagli eventi che li circondano.Tutti e d [...]

    13. I you'd asked me only a couple of weeks ago what's the greatest existentialist novel I would have, like most people, responded The Stranger by Albert Camus. Tempo di Uccidere (Or, A Time To Kill in English) is in some ways similar, but is a far better novel. It's better because it makes all of its characters, eventually, real human beings, showing the imperialist attitude to indigenous people as they arrive as conquerors, but also develops this relationship as it proceeds, going far beyond the r [...]

    14. Accidenti! Un'introspezione in prima persona con la potenza e la sagacia di Flaiano. Ha ragione la Bellonci in prefazione: "Non li fanno più i premi Strega di una volta"

    15. Il “tempo di uccidere” menzionato nel titolo fa ovvio riferimento allo stato di guerra (nel caso specifico la campagna di Abissinia del 1936), tuttavia nel romanzo di Flaiano non compaiono né le situazioni attive, né le motivazioni ideologiche che ad esso sono comunemente associate. La guerra qui ha una dimensione simbolica, affatto priva di ogni compiacimento cronachistico o implicazione eroica: è uno stato d’animo individuale di ottusa prevaricazione e istinto di sopravvivenza, è cal [...]

    16. leggere il tenente di Flaiano è stata un'esperienza un po' straniante. Mi sono sentita riportare di colpo a moltissimi anni fa, ai tempi della mia adolescenza liceale e alla scoperta di Camus. Tanto è forte e tanto si impone un certo sentire, un tipo di sensibilità esistenziale, il cinismo e il disincanto assoluto generato dall'insopportabile protrarsi di atrocità e violenze. Il tenente di Flaiano come lo straniero di Camus, dopo aver ucciso senza un vero perché, ci offre le sue riflessioni [...]

    17. Un tenente dell'esercito italiano (uno qualunque, tanto è vero che non ci viene mai detto il nome) uccide per errore una donna indigena e ne occulta il cadavere; da questo evento hanno inizio una serie di disavventure narrate in prima persona. Non è un giallo: l'omicidio è un espediente per far affiorare l'atteggiamento degli italiani verso gli indigeni, l'Africa e la guerra. Ho trovato la lettura lenta e difficoltosa, tutta concentrata sui pensieri del protagonista. Flaiano riesce comunque a [...]

    18. « Eppure, non mi sembrava che valesse tanto la vita di una persona che si incontra per sbaglio – sì, per sbaglio – la vita di una persona che ci è sembrata qualcosa di più di un albero e qualcosa di meno di una donna. »Questo romanzo (l’unico) di Flaiano è stato una piacevole scoperta, che probabilmente non avrei mai fatto senza la mediazione scolastica. Scorrevole, avvincente, si fa leggere con curiosità: un certo gusto del macabro e l’attrazione per le cose ripugnanti guidano il [...]

    19. La gioia di aver scoperto un romanzo italiano significativo e profondo si unisce allo stupore di non averlo mai letto prima. Certo tratta un tema imbarazzante, l'avventura italiana in Etiopia, dove il sopruso, la rivoltella facile dimostrano, meglio ribadirlo, che gli italiani non sono poi cos� brava gente. Non si nomina mai il fascismo, tra l'altro, lasciando al singolo la responsabilit�, la colpa delle proprie azioni. Cos� diverso, dunque, dagli altri romanzi italiani del dopoguerra. La [...]

    20. Bella storia!L'inizio è conturbante (anche con-turbante, se vogliamo).Guidato dal caso il protagonista si trova coinvolto in una situazione drammatica non cercata, ma subita, e la via che prende per uscirne aumenta l'orrore della vicenda.Tutto il resto del romanzo è dedicato alla disperata ricerca di una via d'uscita (di fuga) dal dramma vissuto e dalle conseguenze che ne potrebbero derivare.Costretto a convivere con i propri pensieri e timori e forse rimorsi e rabbie e desiderio di lasciarsi [...]

    21. "Il prossimo è troppo occupato coi propri delitti per accorgersi dei nostri"Nonostante i numerosi ed autorevoli commenti più che positivi, io non sono proprio riuscito a provare particolare interesse per questo romanzo (perché mai dovrei fingere!?).L’ambientazione durante la campagna d’Africa, insolita almeno per le mie precedenti letture, mi aveva attratto, ma nelle pagine di “Tempo di uccidere” non vi è alcunché di esotico (non che cercassi Karen Blixen, ma insomma, siamo a Massau [...]

    22. Dando una mano a mamma a scansare un po' di libri perché deve ripitturare la sala sono venuti fuori romanzi e biografie che avevo letto qualche anno fa tra cui questo libro che all'epoca non mi era piaciuto molto o meglio avevo apprezzato la capacità dell'autore di costruire un'atmosfera di violenza e di tensione, ma il finale mi era sembrato troppo enigmatico e poco risolutivo, mentre avrei preferito un finale che sciogliesse sia i dubbi del protagonista sia quelli miei come lettrice

    23. Eppure, non mi sembrava che valesse tanto la vita di una persona che si incontra per sbaglio - sì per sbaglio - la vita di una persona che ci è sembrata qualcosa di più di un albero e qualcosa di meno di una donna.Non dimentichiamoci che eri nuda e facevi parte dela paesaggio. Anzi, eri qui a indicarne le proporzioni.

    24. Libro eccezionale, uno dei migliori fin qui letti nel panorama letterario italiano. Non è il Flaiano ironico e tagliente dei suoi famosi e profetici motti di spirito, ma uno scrittore meraviglioso che c'avvolge in un atmosfera di morte e peccato che m'ha ricordato molto Cuore di tenebra.

    25. Il protagonista del romanzo di Flaiano incarna la perfetta metafora dell'esperienza coloniale italiana. Senza nome (di sicuro non per caso), l'io narrante è un uomo mediocre, timoroso, codardo, ma sopratutto incapace e inconcludente, che fa le cose a metà e poi fugge. Non ha piani (e quando li ha non li segue), si perde su sentieri, uccide per sbaglio e quando vuole invece uccidere per davvero non ci riesce. Trascorre il suo tempio nell'ozio e nell'attesa. Ha una malattia, non ha una malattia, [...]

    26. "Lei forse conosceva tutti i segreti che io avevo rifiutato senza nemmeno approfondire, come una misera eredità, per accontentarmi di verità noiose e conclamate. Io cercavo la sapienza nei libri e lei la possedeva negli occhi, che mi guardavano da duemila anni, come la luce delle stelle che tanto impiega per essere da noi percepita." (p. 21)

    27. è estenuante la lettura quanto immergersi nella viltà profonda dell'uomo e nel surreale ambiente alieno che lo circonda. un labirinto di sbagli, di inconsistenza e di indolenza in cui dibattersimus e un po' di conrad. e, al setaccio, un po' di noi.

    28. ATTENZIONE SPOILER!!!memoriediunfolle/21947: data da ricordare. E' l'anno in cui viene istituito per la prima volta il Premio Strega, un riconoscimento letterario che viene assegnato all'opera italiana pubblicata tra l'aprile del precedente anno e il marzo dell'anno corrente che si è particolarmente distinta.Il primo romanzo che ha vinto il premio è stato Tempo di uccidere di Ennio Flaiano. Assegnazione interessante, considerando che è stato l'unico romanzo che Flaiano abbia mai scritto. In c [...]

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